L’amore secondo i cervi

Questo cari lettori è un periodo fantastico, è il periodo dei cervi in amore.

E’ il periodo che a qualunque ora del giorno e della notte senti provenire da ovunque strani versi. No, non sono frutto della vostra mente ma è il bramito, è il verso che emettono i cervi maschi adulti in questo periodo particolare. Il bello è che basta il primo a bramire per scatenare il gran concerto, poiché gli altri vengono stimolati e iniziano a loro volta ad urlare per comunicare la loro posizione e la loro forza. Quindi questo oltre ad essere un ottimo periodo x i cervi(a buon intenditore poche parole;) è un ottimo periodo anche per il fotografo naturalista o aspirante tale. Oltre al bramito ci sono scene ancora più interessanti da vedere e una della migliori è quella del combattimento. I cervi si incornano l’uno con l’altro per definire le gerarchie tra i maschi. Sono minuti di azione brutale, misurano la loro forza spingendosi l’uno con l’altro e scornandosi e non è raro che qualche cervo ne esca ferito, a volta anche in maniera mortale. Quello che più rimane impresso della scena vista dal vivo è il rumore delle corna che sbattono e stridono l’una con l’altra, un clak clak molto caratteristico. Le opportunità fotografiche come avrete potuto capire sono quindi molteplici, c’è la classica foto del cervo c’è la foto del bramito c’è la foto degli scontri e c’è la foto della monta. Quindi perché non provarci?CONTINUA..

Ho fatto una prima spedizione col grande amico Giuseppe il 16 Settembre, il classico giretto pomeridiano per Passo Godi-Villetta Barrea-Opi e, in un prato a Villetta, abbiamo incontrato una bellissima cerva femmina che tranquilla mente si aggirava e si lasciava avvicinare (nei limiti) e farsi fotografare senza troppe smancerie. Dopo una lunga sessione a questa cerva ci accorgiamo della presenza di una maschio abbastanza grosso a un centinaio di metri da noi senza farci notare cerchiamo di avvicinarci un pochino, ma improvvisamente è lui a fare il primo passo e di corsa, spaventato da non so cosa, corre nella nostra direzione fermandosi grazie a Dio in un prato davanti a noi. Non ci rimane che accomodarci riprenderlo e fotografarlo. Il cervo nonostante sia notevolmente attratto e attizzato dall’odore femminile non perde il suo self-control e esegue i bramiti di rito. Il cervo però bramendo bramendo si avvicinava sempre di più alla nostra posizione e cominciava a strofinare a terra il suo palco e a scavare con la zampa il terreno, la classica posizione prima della carica (avete presente i tori?). Noi non sapevamo a chi fosse rivolto quel messaggio ma, per non sapere ne leggere e ne scrivere, dopo l’ultimo bramito frontale a distanza ravvicinata un accenno di carica verso la nostra postazione abbiamo ordinato la ritirata tattica lasciando il prato e vista l’ora tornandocene a casa.

Pochi giorni dopo vengo contattato da Rocco, appassionato fotografo Bolognese amante dei viaggi e della natura, particolarmente attratto dal Parco Nazionale d’Abruzzo per la presenza dell’orso marsicano e per la bellezza dei paesaggi. Mi accordo con lui per l’incontro: l’appuntamento era alle ore 6.15 del 29-09-2010 in località Passo Godi. Ci incontriamo in orario nel punto accordato, trasloco la mia roba nella sua auto e cominciamo a scendere verso Villetta alla ricerca dei cervi, con lui c’era anche la simpaticissima moglie Paola, una coppia molto affiatata, da invidiare, che condivide le stesse passioni per la fotografia e per i viaggi.

Dopo pochi km notiamo, un branco di 6 femmine più un bel maschione scattiamo qualche foto e poi pensiamo di girare al tornante successivo per averli un po’ più vicini, scattiamo altre foto fino a quando tutti i cervi salgono su, nello spazio adiacente alla strada, proprio nel punto dove ci eravamo fermati prima. Senza indugiare troppo torniamo nel punto dove eravamo, giusto il tempo di fare due scatti a una femmina che cominciamo a sentire lo strano rumore provocato dai cervi in combattimento. Nemmeno nei sogni avremmo potuto immaginare di assistere ad una scena così bella in completo silenzio e a solo 30 metri da noi. Uno spettacolo unico che lascia noi affascinati e i cervi con qualche graffio.

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Quello che cercavamo la natura ce lo aveva concesso e come saggiamente ha commentato  Rocco appena finito il combattimento  ”Non ci rimane che migliorare!”. Erano da poco passate le 8 e già avevamo sulla scheda le foto che nessuno di noi si aspettava di fare. Ora bisognava trovare un diversivo per passare la giornata, una volta tornati a monte i cervi le probabilità di avvistamento a bassa quota si abbassano. Una piccola colazione ha aiutato a schiarirci le idee, l’unica cosa da fare era armarsi di zaini e volontà e salire su, e così abbiamo fatto. La meta era già decisa, località “Montagnola” luogo che a detta di un conoscente di Rocco e Paola era teatro degli scontri dei cervi.   Ci avviamo lungo il sentiero H4 e dopo un’ora e mezza di cammino alternata a lunghe e piacevolissime chiacchierate arriviamo su.IMG_9563-Edit

Subito un grande maschio ci dà il benvenuto e sale veloce verso la vetta, una visita rapida al rifugio con firma e poi ancora più su fino alla fine del sentiero per il meritato pranzo.

IMG_9566-Edit Finito di mangiare ci posizioniamo in una zona che ci dava la possibilità di osservare quasi tutta la vallata. Come al solito il mio non aver dormito + la classica sonnolenza post pranzo si traducono in una specie di sonno profondo su in cima che, a detta di Rocco, non è stato consumato in posizioni poi così comode, anche Paola poco più in là per par condicio mi faceva compagnia tra le braccia di Morfeo e, al grande Rocco, non è rimasto che fare vedetta in caso di avvistamenti. Un’oretta dopo vengo svegliato da Rocco (se non ricordo male), che poveretto si è dovuto pure subire il mio show:”Il quiz del dormiveglia”, dovendo rispondere a domande strane quali “Dove sono gli altri?” “Oppure dov’è andato mio fratello?”. Lui col sorriso sulle labbra mi risponde tranquillamente, un mito! Una volta ripresi i sensi capisco che non si era visto niente e decidiamo di spostarci un po’ e ci fermiamo in un altro punto. Mentre Paola va ad esaudire il proprio desiderio di “Voglio andare a vedere cosa c’è lassù”più volte detto a Rocco, noi due rimaniamo in attesa a chiacchierare. Aspettiamo che Paola torni per decidere che purtroppo era arrivato il momento di tornare giù, anche senza aver poi visto granché. Salutiamo lo splendido scenario che ci ha ospitato e ci avviamo per la discesa. Una cornice stupenda quella dei cervi nel bosco che bramivano durante la discesa, ogni tanto si vedeva qualche cervo correre sotto di noi tra gli alberi e noi come al solito parlavamo amabilmente. Arriviamo in macchina e decidiamo di aspettare il calare della notte nel punto che ci aveva regalato la prima emozione della giornata, classica colonna sonora dei cervi ma alla vista niente, per cui decidiamo di spostarci ancora e arriviamo nel punto dove con Giuseppe abbiamo ripreso il lupo poiché Rocco era molto curioso di sapere dove fosse. Era sempre più buio e chiedo a Rocco di cominciare ad avvicinarci alla mia auto, salendo a Passo Godi ci fermiamo un paio di volte per fotografare i cervi che pascolavano sui prati della montagna di fianco fico a che la luce scomparisse del tutto. Pochi minuti dopo arriviamo alla mia auto e mentre scarico la roba mi ricordo per la prima volta della foto ricordo dell’incontro. La scattiamo e ci salutiamo. E’ stata una giornata fantastica, un tempo perfetto e una compagnia splendida, di foto ne abbiamo scattate abbastanza, ma quello che ci rimarrà più impresso, sarà sempre e comunque il rumore delle corna che sbattono, rumore che ogni volta che sentirò mi farà ripensare ai mitici Rocco e Paola, persone conosciute sul web  con i quali ho con piacere condiviso un pezzo di vita.

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  1. Ciao Mauro, siamo da poco a casa e abbiamo appena finito di leggere il tuo articolo, divertente e davvero piacevole.
    Siamo stati fortunati per quel che abbiamo visto e fotograficamente parlando non è andata affatto male. Come dicevi tu, anche per noi, resterà il suono di quelle corna (indimenticabile)e ricorderemo con piacere i bei momenti trascorsi assieme. Non posso che dirti alla prossima! Un abbraccio, Paola e Rocco.
    Dimenticavo… Spettacolare il momento del tuo risveglio… eh eh eh!

  2. Hihihih, il risveglio…hahahah…
    Un abbraccio a te e a Paola ;)

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